LArticolo di Federica Masoli – consulente di fiori di Bach nella Relazione Uomo – Animale
L’utilizzo dei Fiori di Bach per i cavalli è un abbastanza recente, perlomeno in Italia.
Il cavallo, dopo i suoi secolari trascorsi da mezzo militare e agricolo, solo recentemente è approdato a uno status di animale di affezione.
La macellazione a uso alimentare dei cavalli è ancora permessa in Italia e i cavalli vivono nel confine tra l’utilizzo sportivo, quello alimentare e quello di animali “da compagnia”. L’equitazione sportiva, e ancora di più l’ippica sono due grandi industrie, quindi sono attività economiche di tipo remunerativo, di cui il cavallo atleta è la leva portante.
D’altra parte, il cavallo veramente selvaggio nel mondo è ridotto a poche migliaia di esemplari. Ne consegue che, finita la cavalleria militare e con l’avvento dei trattori, senza lo sport il cavallo in natura sarebbe pressoché estinto.
Possiamo ipotizzare che il Cavallo, come Anima di Gruppo, abbia accolto questa possibilità evolutiva, che lo mantiene a stretto contatto con l’uomo e lo sottopone a due principali condizionamenti:
- lo rende più che mai specchio e spugna di una serie di movimenti emozionali ed energetici relativi per lo più all’affermazione dell’ego (agonismo, apparenza, status etc).
- ne condiziona la vita nella maggior parte del tempo
Vorrei però lasciare il tema del rispecchiamento Cavallo-Persona a un successivo articolo, poiché è argomento di grande complessità, e concentrarmi in queste righe su come i Fiori di Bach possano essere di aiuto nella transizione verso una gestione etica ed etologica dei nostri cavalli.
Occorre tenere sempre in considerazione che i Fiori non devono essere l’escamotage per “avallare” una gestione non etica dell’animale, ma che i Fiori possono essere di grande aiuto per lenire i disturbi legati ai traumi che la convivenza con l’uomo ha instillato in questi animali, mentre ci si adopera per fornire loro un trattamento più consono alla loro natura.
I cavalli sportivi mostrano tutta una serie di disfunzionalità di tipo emotivo che si prestano benissimo a essere affrontate con i Fiori di Bach.
Nonostante il cavallo sia un animale che pesa diversi quintali e che specialmente nella sua versione sportiva supera facilmente la mezza tonnellata, resta una preda e quindi un animale che fa dello stato di allerta la sua prima strategia di salvezza. Di conseguenza, tutto quello che ha a che fare con la paura è appannaggio del cavallo.
I cavalli stressati tendono a reagire eccessivamente. Se in un cavallo sano e normale l’apparire di una cosa considerata spaventosa, perché ignota, o associata a traumi precedenti (ad esempio un rumoroso trattore in movimento) può causare un repentino spostamento da una parte all’altra del campo, per trovare un punto di osservazione sicuro e valutare il da farsi, per un cavallo sovraccaricato dal punto di vista emotivo questa paura potrebbe diventare una fuga all’impazzata senza controllo, quindi uno stato Rock Rose e Cherry Plum.
Molti cavalli sono di tipologia Aspen, ossia sono animali che stanno sempre allerta in attesa che accada qualcosa di ignoto e spaventoso. Essi sono dotati di naturale sensitività, e facilmente percepiscono anche segnali da altri livelli vibrazionali: però senza chiamare in causa questo aspetto, molti cavalli tendono a essere a stare costantemente in allerta, e questo genera loro tensione, iperreattività e consumo di grandi energie emotive. Inoltre, la ferratura (che isola il cavallo dalla terra) e la mancanza di contatto con il verde possono influenzare il naturale radicamento del cavallo alle energie della terra e renderlo incline a dissociarsi in uno stato Clematis.
I cavalli imparano facilmente ad avere paura, ad esempio di un oggetto, di una persona, di una procedura innocua, perché collegati magari a un’unica esperienza negativa precedente.
Di conseguenza i cavalli sono piuttosto inclini a Mimulus. Per esempio ci sono dei cavalli che hanno paura della tosatrice, oppure cavalli che hanno paura della forma di un determinato ostacolo, oppure di un attrezza agricolo, o del camion su cui devono essere trasportati: lì si può lavorare con Mimulus così come si può lavorare con Star of Bethlehem per lenire il trauma.
Il tema dei traumi nei cavalli è una cosa molto diffusa, perché, per quanto i cavalli sportivi nascano già con un certo livello di docilità e siano abituati a essere maneggiati fin da piccoli, l’esperienza della doma, se non è somministrata con tutti i crismi della santa pazienza dell’amore e soprattutto della competenza, può essere un episodio traumatico e quindi fin dai primi tempi l’animale può prendere paura della sella sul dorso, del sottopancia che stringe, delle staffe che sbattono. In tutti questi casi si può lavorare con Mimulus o con Star of Bethlehem.
Per molti cavalli può essere utile anche Chestnut Bud, per fare in modo che possano sovrascrivere facilmente il comportamento funzionale ed equilibrato sopra a un comportamento disfunzionale, attivato da un condizionamento traumatico. Questo è utile anche con i cavalli che si stanno riprendendo da malanni o zoppie perché il cavallo, con la sua memoria eccezionale, tende facilmente a ritenere nel corpo, nel suo campo eterico la memoria di quel dolore e quindi a volte ai miglioramenti clinici, non corrispondono poi miglioramenti effettivi, perché l’animale, conservando memoria del dolore, continua a manifestare quella zoppia, quel sintomo, quella irregolarità anche dopo che è clinicamente guarito. Chestnut Bud lo può aiutare a imparare di nuovo a muovere gli arti in maniera corretta, magari lavorando anche con Star of Bethlehem per togliergli il ricordo del trauma.
Questo è valido anche per gli animali che, a causa dell’addestramento hanno perso la capacità di esprimere a pieno tutte le andature e i movimenti, ad esempio i trottatori che non devono rompere al galoppo, oppure cavalli che hanno subito pratiche di addestramento ignoranti e coercitive, tipo la cosiddetta rollkur o iperflessione della nuca, o cavalli “sbarrati” agli ostacoli.
È importante notare che i cavalli, essendo delle prede, tendono a nascondere i loro dolori, i loro dispiaceri, sia fisici che emotivi (Agrimony), per la necessità ancestrale di non apparire deboli davanti a un eventuale predatore che li osservi per preparare la sua strategia di caccia.
Questo implica alcune conseguenze che è importante notare
- quando i sintomi (fisici o emotivi) arrivano a manifestarsi, di solito significa che il malessere è presente da tempo
- a volte l’utilizzo dei Fiori di Bach, suscitando una liberazione emotiva, può portare alla manifestazione esterna di condizioni sottese da tempo, che non erano evidenti, quali zoppie, mal di schiena e altro.
Questo NON significa che i Fiori siano la causa di tali stati, ma che i Fiori hanno lavorato come viatico per permettere al disequilibrio di apparire in superficie e essere finalmente curato.
Grazie per essere arrivati fin qui. Nei prossimi articoli vorrei approfondire ulteriori utilizzi dei Fiori come sollievo e aiuto nell’accompagnamento dei nostri amati cavalli verso un modello di gestione che assicuri loro una ottimale qualità della vita, e. come i Fiori di Bach possono aiutare il binomio Cavallo-Cavaliere nelle tematiche innescate dal rispecchiamento.
Sono Federica, mi diletto di comunicazione telepatica animale, sono consulente di Fiori di Bach nella Relazione Uomo – Animale e sto completando la mia formazione come Raidho Equine Coach. Scrivimi se ti va di parlare di questo articolo e di tutto ciò che riguarda la relazione e la comunicazione fra animali e persone, ne sarò felice federica.masoli@gmail.com






Lascia un commento